Cos’è la Shaken Baby Syndrome

le 10 cose da sapere

Cos’è la Shaken Baby Syndrome

le 10 cose da sapere

A CHE ETÀ SI MANIFESTA IL PICCO DI INCIDENZA?

Il picco di incidenza della Sindrome del Bambino Scosso si ha tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, periodo di massima intensità del pianto del neonato ed età in cui il bambino non ha ancora il controllo del capo e la struttura ossea è purtroppo molto fragile.

    QUANDO E PERCHE’ SCUOTERE UN BAMBINO DIVENTA PERICOLOSO?

    Lo scuotimento violento, anche se solo per pochi secondi, è potenzialmente causa di lesioni molto gravi, soprattutto per i bambini al di sotto dell’anno di età. È difficile stabilire con esattezza quanto violento o protratto dovrebbe essere lo scuotimento per causare un danno; tuttavia dai casi già accertati si evince che in genere il bambino vittima di SBS viene scosso energicamente circa 3-4 volte al secondo per 4-20 secondi.
    Giochi abituali o comportanti maldestri dei genitori non provocano lesioni da scuotimento, così come non le generano il far saltellare il bambino sulle ginocchia (gioco del cavalluccio), fare jogging o andare in bici con il bambino, fare frenate brusche in auto o cadute dal divano o da un altro mobile.

    QUALI SONO I PRINCIPALI SINTOMI O SEGNALI DI ALLARME?

    Diagnosticare la Shaken Baby Syndrome non è facile, è importante non sottovalutare nessuno di questi segnali da parte del bambino, che rappresentano un campanello d’allarme importante per una corretta diagnosi, la quale rimane comunque molto complessa da effettuare.

      La Shaken Baby Syndrome può manifestarsi attraverso una serie di segni e sintomi che richiedono immediata attenzione medica:

      • Vomito persistente
      • Irritabilità eccessiva.
      • Letargia o difficoltà a svegliarsi
      • Convulsioni
      • Difficoltà respiratorie
      • Paralisi o incapacità di muovere parti del corpo
      • Lividi inspiegabili

      QUALI COMPORTAMENTI I GENITORI DOVREBBERO ASSOLUTAMENTE EVITARE DI FRONTE AL PIANTO DI UN NEONATO?

      Il pianto del bambino, nei primi mesi di vita, sembra davvero inconsolabile. Di fatto, piangere, è l’unico strumento che il neonato ha per comunicare: può avere fame, sonno, caldo, freddo, il bisogno di essere cambiato o semplicemente di coccole o del contatto fisico per essere rassicurato. Qualunque sia il motivo, non bisogna mai scuoterlo per calmarlo. Perché anche se può sembrare un gesto banale, i danni sul bambino possono essere gravissimi.

      Sono, invece, tante altre le soluzioni che si possono mettere in atto per cercare di calmare il pianto di un neonato: cullarlo nella carrozzina, fargli fare un giro in macchina, un bagnetto rilassante, oppure fasciarlo con un lenzuolo piegandogli gli arti in modo che ritorni nella posizione fetale, o ancora fargli sentire un fruscio o un rumore continuo (come un phon o una lavatrice o un aspirapolvere).

      Ma se il pianto non si ferma e diventa davvero esasperante, la cosa migliore da fare, se non lo si riesce più a gestire e a sopportare, è lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi fino a quando non si è riacquistato un certo equilibrio. O in alternativa, chiedere aiuto ad altri membri della famiglia /amici e, nei casi più importanti, lasciare che un medico visiti il bambino, se ci sono dei dubbi sul suo stato di salute.

      QUALI SONO I FATTORI SCATENANTI DI QUESTA SINDROME?

      Scuotere il bambino, in genere, è la risposta ad un pianto “inconsolabile”, di cui gli adulti spesso non riescono a cogliere il significato. Sentendosi quindi impotenti, possono attivare – anche inconsapevolmente – dei comportamenti inappropriati (come lo scuotimento) nel tentativo di calmare il neonato. Spesso, lo scuotimento avviene proprio per mano degli stessi genitori, o delle figure educative con cui si condivide l’accudimento dei bambini: nonni, babysitter, educatrici del nido, ecc.
      Secondo i dati resi noti dalla Società Italiana Neonatologia (SIN), i principali fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di scuotimento sono: 

      • famiglia mono-genitoriale 
      • età materna inferiore ai 18 anni
      • basso livello di istruzione 
      • uso di alcool o sostanze stupefacenti, disoccupazione, episodi di violenza in ambito familiare e disagio sociale

      Tuttavia, nei casi più frequenti, è solo l’esasperazione di genitori inconsapevoli e poco informati a spingere nella direzione di una “manovra consolatoria” errata, qual è appunto lo scuotimento violento.

      QUALI DANNI PUÒ PROVOCARE LO SCUOTIMENTO VIOLENTO?

      Le conseguenze della Sindrome del Bambino Scosso possono essere di diversa intensità e gravità. I danni di tipo neurologico provocati dallo scuotimento possono manifestarsi, nei primi mesi di vita del bambino, sia da un punto vista motorio che del linguaggio. Le conseguenze più gravi riguardano: 

      • Disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione, della memoria e del linguaggio
      • Disabilità fisiche, danni alla vista o cecità, disabilità uditive
      • Paralisi cerebrale
      • Epilessia
      • Ritardo psicomotorio e ritardo mentale

      In genere, le conseguenze dipendono molto dalla gravità dell’abuso. Si stima che solo nel 15% dei casi non ci siano ripercussioni sulla salute del bimbo.

      LA SHAKEN BABY SYNDROME PUÒ ESSERE CAUSA DI MORTE?

      La Sindrome del Bambino Scosso può portare al coma o alla morte del bambino fino in 1/4 dei casi diagnosticati.

      Sai cosa facciamo noi per prevenirla?

      Terre des Hommes e la Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento all’Infanzia sono impegnati in prima linea nella lotta contro la Shaken Baby Syndrome. Scopri tutte le attività della campagna Nonscuoterlo